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14/04/2008
IN QUESTA PAGINA:
1 - ARTISTI: INUOVI PRECARI
2 - IL VALORE DI UN'OPERA
3 - VENDERE: QUALITA' PRIMA DI TUTTO
4 - COME E’ POSSIBILE VALORIZZARE LA PROPRIA
OPERA?
5 - FATTORI CHE INFLUENZANO IL VALORE DELL’OPERA
6 - IL MERCATO: GALLERIE, MERCANTI, MEDIATORI,
CRITICI
7 - LO SFRUTTAMENTO DEI DILETTANTI
8 - COLLEZIONISMO
9 - ATTIVITA' CRITICA
1. ARTISTI:
I NUOVI PRECARI
Almeno tre quarti degli artisti non sono in grado di sostenere il
livello di vita desiderato o temono i rischi della precarieta’ della
professione.
E’ un problema comune, non solo nel mercato dell’arte contemporanea
ma un problema che interessa tutto il settore artistico e che si evidenzia
soprattutto in tempi di minor floridità economica. Il dati
derivano da sondaggio eseguito su fascia medio-alta del professionismo
artistico e mette in evidenza la precarietà di tale settore. Il sacrificio
all’arte richiede risorse economiche su cui pochi possono contare.
Così succede che insegnare arte diventa un'opportunità che
permette di proseguire le proprie ricerche trovando in questa professione
tempo e stabilità economica.
2. IL VALORE DI UN’OPERA
E’ necessario, prima di inoltrarsi in teorie più o meno astratte,
capire che quando si tratta di mercato, quando si parla di valore
di un’opera, non si intende il valore assoluto di un bene ma piuttosto
il valore che l’opinione comune ne attribuisce.
Difficile è prevedere il comportamento dell’opinione comune, ma a
volte proprio da questo imprevedibile comportamento che è possibile
cogliere la chiave per rivalutare la propria produzione.
3. VENDERE: QUALITA’ PRIMA DI TUTTO
Il mercato dell’arte, inteso nel suo complesso, si muove pesante e
lento. Difficilmente regala notorietà, ma se una produzione
ha le carte in regola per emergere, il mercato non si farà attendere.
Oggigiorno la così alta diffusione di mezzi tecnici e informativi
obbliga il pittore ad adeguarsi agli standard qualitativi che il mercato
impone, adottando le migliori soluzioni tecniche ed espressive senza
le quali rischia di immettere opere in un mercato già saturo di lavori
mediocri. Il talento creativo senza il supporto degli operatori (diretti
o indiretti) difficilmente troverà spazio e sostegno per un’attività
commerciale in libera concorrenza.
4. COME E’ POSSIBILE VALORIZZARE
LA PROPRIA OPERA?
La rivalutazione è possibile, ma è solo il primo passo per poter vendere
un lavoro d’arte. Esistono mille accorgimenti per migliorare le tecniche
commerciali, noi puntualizzeremo solo alcuni suggerimenti tecnici
propri dell’artista che può muovere a suo favore, partendo dai concetti
base e sintetizzando alcuni spunti.
1. Idea: creare opere che siano uniche e non riproducibili.
2. Valore aggiunto: investire le opere di significati aggiunti che
le rendano appetibili.
3. doti tecniche: sviluppare le doti tecniche.
4. Ricerca: svolgere un percorso di ricerca programmabile e documentato
5. Opera-immagine: produrre lavori importanti da utilizzare come presentazione-tipo
6. Mostre: partecipare a mostre prestigiose o far acquisire opere
da un ente pubblico
7. Standard di vendita
1. L’unicità di un’opera è data dalla eccezionale combinazione di
fattori non ripetibili, quali potrebbero essere il talento artistico,
oppure il tempo storico, la tecnica o altro. Una novità è un buon
punto di partenza, ma quando questa non è più espressione di un contesto
socio-culturale capace di stimolare le ricerche artistiche più innovative,
ha poche chance di emergere.
2. Come accennato da “Pomian in “L’art contemporein et le museè”,
un’opera è pronta per il museo quando questa è già circolata tra gli
uomini caricandosi di storia, persino a volte di leggenda, quando
sarà investita di significati che si aggiungeranno a quelli ricevuti
dai loro autori, in modo da suscitare la curiosità dei visitatori.
3. Le doti tecniche si acquisiscono con il costante esercizio, la
pratica regolare del lavoro; la scuola può supportare la crescita
stilistica, fornendo utili spunti tecnici, avvicinando l'artista a
nuove forme di espressione e stimolandolo la crescita personale;
4. Non c'è nessun artista che debba la sua notorietà
all'improvvisazione o alla gloria di un momento; la novità
si costruisce con un lento e minuzioso lavoro di ricerca che si affina
nel tempo e si appoggia alla parallela crescita di tecnica e stile.
In questo l'accademia d'Arte insegna a pianificare e documentare un
percorso di ricerca autonomo, che sia soprattutto espressione della
personalità dell'artista.
5. E' necessario curare la propria immagine, imparando a utilizzare
le immagini e le parole a proprio vantaggio, selezionando immagini
e contenuti critici da utilizzare come biglietto da visita.
6. L'essere invitato e partecipare a mostre importanti o prestigiose
contribuisce a consolidare il ruolo che il sistema dell'arte gli tributa.
7. E' importante far circolare la propria opera, ingegnandosi a produrre
lavori adatti alle varie fasce di mercato, con uno standard adeguato
di riconoscibilità.
5. FATTORI CHE INFLUENZANO IL VALORE
DELL’OPERA
Tecnica: l'olio su tela o le tecniche miste sono
considerate le tecniche per eccellenza, che caratterizzano le opere
più importanti
opere su carta: meno della metà dell’opera su tela
Dimensione: il valore di un’opera non è direttamente
proporzionale alla dimensione. La dimensione diventa importante quando
è sinonimo di composizioni progettualmente più complesse e impegnate.
Tiratura: fino a 6 opere sono considerate originali,
hanno una loro valutazione. Nel caso delle installazioni l’originale
viene considerato il progetto. Nel caso di body art le foto
Periodo: per ogni artista le opere della fase più
creativa sono le più preziose, anche in rapporto alla nascita di tendenze
artistiche
Soggetto: un soggetto ripetuto per esigenze di mercato
si svaluta perché solitamente le opere hanno un tasso di qualità minore
e perdono il loro valore simbolico di sintesi del momento creativo.
Pubblicazioni: le opere pubblicate su monografie
o inserite su libri di storia hanno più valore.
6. IL MERCATO: GALLERIE, MERCANTI, MEDIATORI,
CRITICI
La struttura del mercato dell’arte contemporanea è notevolmente complessa,
pertanto si parla sempre di vari mercati, per molti aspetti non collegati
fra loro. Ne esistono di diversi tipi e livelli, per il diverso potere
d’acquisto degli acquirenti, per le differenti realtà geografiche,
per le differenti condizioni culturali che poi influiscono sulla tipologia
del desiderio. In genere il mercante opera con artisti affermati per
consolidare il proprio giro d’affari, per poi reinvestire scommettendo
sul lancio di nuove proposte. Tra chi tratta arte spesso troviamo
oltre ai galleristi e ai mediatori anche i critici, a volte vere e
proprie guide che sanno influenzare i gusti degli investitori e stimolare
nuove proposte.
7. SFRUTTAMENTO DEI DILETTANTI
Esistono molte gallerie delle quali la maggior parte prive di importanza
che operano nella fascia di produzione artistica più scadente e dilettantesca,
e vivono organizzando mostre personali o collettive a pagamento vivendo
sulle spalle degli artisti dilettanti. Sullo stesso livello si collocano
le alcune attività editoriali che pubblicano a pagamento cataloghi
collettivi e volumi d’arte di qualsiasi tipo d’opera, visto che l’intento
è quello di raccogliere il maggior numero di “inserzionisti”. Un’attività
di sicuro successo visto il notevole numero di artisti dilettanti.
8. COLLEZIONISMO
L’attività collezionistica assume importanza sul piano socioculturale
nella misura in cui non si esaurisce nel puro possesso dei beni veniali.
Più il significato dell’oggetto è culturalmente elevato, più il suo
valore economico risulta mascherato.
9. ATTIVITA’ CRITICA
L’attivita’ critica per essere veramente valida e incidere nella dinamica
artistica, deve da un lato essere vitale, creativa e innovativa, e
dunque di parte, in quanto trasgressiva rispetto ai criteri di giudizio
ufficialmente omologati, ma deve anche dall’altro essere caratterizzata
da un’adeguata capacità di definizione delle coordinate estetiche
culturali in prospettiva storica. La ricerca critica dovrebbe affiancare
e stimolare il percorso dell’artista, integrandolo e ricevendone spunti
di crescita.
di Enrico Da Campo |